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brano
 
Apuleio
Della magia, 32
 
originale
 
[32] Dixi, cur non arbitrer quicquam negotii esse magis et piscibus. nunc, si uidetur, credamus Aemiliano solere pisces etiam ad magicas potestates adiutare. num ergo propterea quicumque quaerit et ipse magus est? eo quidem pacto et qui myoparonem quaesierit pirata erit et qui uectem perfossor et qui gladium sicarius. nihil in rebus omnibus tam innoxium dices, quin id possit aliquid aliqua obesse, nec tam laetum, quin possit ad tristitudinem intellegi. nec tamen omnia idcirco ad nequiorem suspicionem trahuntur, ut si tus et casiam et myrram ceterosque id genus odores funeri tantum emptos arbitreris, cum et medicamento parentur et sacrificio. ceterum eodem piscium argumento etiam Menelai socios putabis magos fuisse, quos ait poeta praecipuus flexis hamulis apud Pharum insulam famem propulsasse; etiam mergos et delfinos et scillam tu eodem referes, etiam gulones omnes, qui inpendio a piscatoribus mercantur, etiam ipsos piscatores, qui omnium generum piscis arte adquirunt. 'cur ergo tu quaeris?' nolo equidem nec necessarium habeo tibi dicere, sed per te, si potes, ad hoc quaesisse me argue; ut si elleborum uel cicutam uel sucum papaueris emissem, item alia eiusdem modi quorum moderatus usus salutaris, sed commixtio uel quantitas noxia est, quis aequo animo pateretur, si me per haec ueneficii arcesseres, quod ex illis potest homo occidi?
 
traduzione
 
Ho detto perch? non credo ci sia alcun rapporto tra i maghi e i pesci. E ora, se volete, crediamo pure ad Emiliano, che i pesci servono anche alle operazioni magiche. Ma per questo chi ne fa ricerca ? un mago? E allora chi fa ricerca di un brigantino ? un pirata, chi cerca una leva ? uno scassinatore, chi una spada, un assassino. Nulla ? in ogni cosa tanto innocente che non possa ispirare una sinistra interpretazione. Ma pure non si ha l'abitudine di trarre ogni cosa al suo peggiore significato; come credere per esempio che incenso, cassia, mirra, debbano servire soltanto ai funerali, mentre si acquistano anche per medicamenti o per sacrifici? Restando all'argomento dei pesci, crederai maghi anche i compagni di Menelao che, a quanto afferma il poeta sovrano, presso l'isola di Faros si servirono di ami ricurvi per cacciare la fame, anche gli smerghi, i delfini, la squilla porrai nella stessa categoria, anche tutti i ghiottoni, che a furia di spese si fanno affogare dai pescatori, e i pescatori stessi, la cui arte consiste nel pigliare ogni specie di pesce. ?Ma si pu? sapere, dici tu, perch? ne hai fatto ricerca?? Non ho desiderio n? bisogno di dirtelo; tu, se ne sei capace, accusami pure di averne acquistato per magia. Se io per esempio avessi comperato elleboro o cicuta o succo di papavero o altre simili sostanze, di cui l'uso moderato ? benefico, ma nocivo il miscuglio e l'eccesso, chi sopporterebbe in pace che tu mi accusassi di veneficio per la sola ragione che con quelle sostanze si pu? uccidere un uomo?
 

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